Le immagini fotografiche e le cartoline illustrate, la cui importanza è oggi venuta meno per la diffusione di nuove tecnologie, costituiscono una preziosa fonte per conoscere l’evoluzione della storia, della cultura e dell’architettura di una nazione.
Le fotografie più antiche sono tratte dagli album dell'editore Santo Rufino, pubblicati tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta del secolo scorso. Sono forse le raccolte più conosciute, di più grande valore storico ed artistico ma di cui oggi sono rimasti pochissimi esemplari. Le fotografie più recenti sono tratte da altri album, da collezioni private e da biblioteche.
Le immagini rivelano l’evoluzione delle principali città mozambicane ed il declino di antichi centri commerciali come Chinde, Ilha de Moçambique e Ilha do Ibo. Sottolineano visioni di porti e ferrovie, segnali di un’economia viva; mostrano la vita quotidiana nelle scuole e nelle missioni; la vivacità degli hotel, dei mercati e dei negozi; l’estensione delle piantagioni e delle fattorie; la coesistenza di chiese cattoliche e minareti mussulmani; la flora e la fauna dei parchi naturali; gli avvenimenti storici testimoniati dalle rovine di antiche fortezze.
Le immagini sono limitate, salvo alcune eccezioni, a tre città: Maputo, l'antica Lourenço Marques, Beira e Quelimane, dove il Centro Cooperazione Sviluppo, l’associazione che ho fondato nel 1988 e che ho presieduto sino al 2003, ha avuto delle sedi operative da cui ha condotto i propri interventi a favore dei minori e delle comunità locali.
Chi, in queste fotografie, volesse cercare le stesse città di oggi scoprirebbe che non esistono più: dopo una guerra fratricida durata diciasette anni e il fallimento dell’esperimento socialista, il Mozambico di allora è rimasto solo nelle immagini ingiallite ormai dal tempo.