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Provincia di Nampula
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La provincia di Nampula possiede un'area di 78.197 Km² ed una popolazione di 3.063.000 abitanti. È caratterizzata da zone montagnose che degradano verso spiagge di sabbia bianca, alternate a promontori rocciosi. Prima dell'arrivo dei portoghesi la regione era conosciuta come Uampula dal nome di un capo tribù della zona.
In una sottile striscia di terra, a poca distanza dalla costa di Nampula, le linee della storia si sono incrociate tessendo il nome del Mozambico, che sembra derivi da quello di uno sceicco locale: Mussà-Ben-Mbique. Quando su quest'isola, un microcosmo di cultura araba, persiana e cinese, giunsero le navi di Vasco da Gama, Ilha de Moçambique apparteneva da tempo alla storia dell'Oceano Indiano: vi si commerciava oro, gioielli, pietre preziose, avorio, sete, spezie e schiavi. Situata in una posizione strategica per gli scambi commerciali, i portoghesi ne presero possesso facendone divenire ben presto la capitale della nuova colonia.
La provincia è ricca dal punto di vista agricolo e minarario: anacardio, cotone, tabacco, mais, riso sono le principali coltivazioni mentre il sottosuolo possiede quarzo, pietre preziose e, pare, uranio. Il porto di Nacala, da cui parte una ferrovia diretta in Malawi, in Zambia e nella provincia di Lichinga, è uno dei maggiori del continente africano.
Le culture che si sono avvicendate in questa regione hanno favorito l'integrazione sociale: chiese cattoliche, moschee e templi indù convivono qui da molto tempo. Prevale l'etnia macua nota, assieme a quella makonde, per la produzione d'artigianato di alta qualità e per l'attitudine a cospargersi sul volto una sostanza bianca, di origine vegetale, che rende la pelle morbida.
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Nampula
La capitale della provincia possiede 318.000 abitanti e, per la sua posizione di importante incrocio di vie che collegano il litorale e l'interno, è stata sempre considerata la “capitale del nord”.
La zona ove si trova oggi la città di Nampula era in origine una località che apparteneva al regno di M’phula in cui, nel 1907, i portoghesi fondarono un posto militare a sostegno delle prime attività di colonizzazione. Nello stesso periodo iniziò la costruzione di una linea ferroviaria per promuovere lo sviluppo della regione e lungo la quale vennero creati degli importanti centri commerciali, mentre la località di Nampula divenne la capitale del vasto territorio che comprendeva le attuali provincie del Niassa, di Cabo Delgado e di Nampula. La separazione delle provincie avvenne all’inizio degli anni Cinquanta, quando Nampula divenne appunto la capitale dell’omonima provincia.
Come le altre città mozambicane, anche Nampula ha registrato, dopo l'indipendenza, una forte crescita demografica per il flusso migratorio dalle aree rurali. La città è attraversata dal “Corridoio di Nacala” costituito dall'asse ferroviario Centro–Nordest, fondamentale per lo sviluppo a nord dello Zambezi, e che conduce in Zambia, Malawi e nella provincia del Niassa.
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Ilha de Moçambique
Luogo di incontro di popoli, culture e religioni, Ilha de Moçambique (Isola del Mozambico) è una piccola isola che ha dato il nome all’attuale territorio del Mozambico oltre ad esserne stata la capitale.
Quando Vasco da Gama vi approdò nel 1498, durante il viaggio in l’India, l’Ilha, che era governata dallo sceicco arabo Mussa Ben Mbiki il cui nome fu successivamente attribuito all’isola, apparteneva da tempo alla storia dell’Oceano Indiano: già dal VI secolo era frequentata da commercianti arabi ed indiani. Vi si comperava e si vendeva oro, avorio, sete, spezie ma anche schiavi. Situata in una posizione strategica per gli scambi commerciali, i portoghesi vi si insediarono nel 1507 ed assunse il ruolo di capitale del Mozambico sino al 1898, quando fu sostituita da Lourenço Marques (oggi Maputo).
È divisa in due parti: la "città di pietra" e la "città di macuti" dal nome delle foglie di palma utilizzate per coprire le abitazioni chiamate appunto macuti in dialetto locale.
L’Ilha, nonostante sia abitata da migliaia di persone che vi si erano rifugiate per cercare ricovero alle violenze della guerra civile e che non hanno fatto ritorno alle località di origine dividendosi uno spazio lungo neppure tre chilometri e largo 800 metri, possiede il ritmo lento proprio delle isole, dove la fretta non esiste ed il tempo pare immobile. Vi si accede tramite un ponte costruito nel 1967 che, con i suoi due chilometri di lunghezza, la collega alla terra ferma.
Dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità, l’Ilha si presenta attualmente in uno stato di avanzato degrado ambientale e architettonico pur se alcune iniziative stanno avviandosi, come il restauro dell’antica fortezza di S. Sebastiano risalente al 1558 e la Capela de Nossa Senhora do Baluarte, probabilmente l’edificio più antico di tutta la costa dell’Oceano Indiano, restaurata alcuni anni or sono.
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Chiesa della Misericordia
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