È la più piccola delle provincie con 25.756 km² ed ha per capitale Matola. Possiede circa 1.500.000 abitanti prevalentemente di etnia changana e ronga. La storia della colonizzazione di questo territorio è legata a complessi intrecci di alleanze e guerre sia con gli indigeni che con gli altri stati europei. Il primo insediamento stabile, risalente al 1544, prese il nome del navigatore Lourenço Marques mentre la baia, in cui sfociano i fiumi Maputo, Matola e Umbeluzi, venne chiamata Baia do Espirito Santo. Qui vi giungevano le navi provenienti da Ilha de Moçambique, al tempo già attivo centro commerciale portoghese, e dall’India. Negli anni la baia fu frequentata da francesi, inglesi e addirittura americani, sino a che i portoghesi decisero di aumentare la loro presenza nella regione costruendo alcune fortificazioni. Tuttavia l’occupazione effettiva della Baia di Espirito Santo avvenne nel 18° secolo in seguito alla minaccia da parte di compagnie commerciali austriache e francesi. Al crescere dell’influenza portoghese nella regione si estinse la resistenza dei piccoli stati indigeni mentre, alla fine del 19° secolo, la scoperta dell’oro nel vicino Transvaal e la costruzione della ferrovia incrementarono l’attività del porto di Lourenço Marques, tanto che venne deciso di farne la capitale della colonia.
Da rilevare che la provincia di Maputo ha per capitale la città di Matola (dove ha sede il governo provinciale), mentre Maputo, la capitale del Paese, rappresenta una provincia a parte.