Provincia di Maputo - Veziano Armandi
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Provincia di Maputo

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È la più piccola delle provincie con 25.756 km² ed ha per capitale Matola. Possiede circa 1.500.000 abitanti prevalentemente di etnia changana e ronga. La storia della colonizzazione di questo territorio è legata a complessi intrecci di alleanze e guerre sia con gli indigeni che con gli altri stati europei. Il primo insediamento stabile, risalente al 1544, prese il nome del navigatore Lourenço Marques mentre la baia, in cui sfociano i fiumi Maputo, Matola e Umbeluzi, venne chiamata Baia do Espirito Santo. Qui vi giungevano le navi provenienti da Ilha de Moçambique, al tempo già attivo centro commerciale portoghese, e dall’India. Negli anni la baia fu frequentata da francesi, inglesi e addirittura americani, sino a che i portoghesi decisero di aumentare la loro presenza nella regione costruendo alcune fortificazioni. Tuttavia l’occupazione effettiva della Baia di Espirito Santo avvenne nel 18° secolo in seguito alla minaccia da parte di compagnie commerciali austriache e francesi. Al crescere dell’influenza portoghese nella regione si estinse la resistenza dei piccoli stati indigeni mentre, alla fine del 19° secolo, la scoperta dell’oro nel vicino Transvaal e la costruzione della ferrovia incrementarono l’attività del porto di Lourenço Marques, tanto che venne deciso di farne la capitale della colonia.
Da rilevare che la provincia di Maputo ha per capitale la città di Matola (dove ha sede il governo provinciale), mentre Maputo, la capitale del Paese, rappresenta una provincia a parte.

Maputo

Maputo, 1.850.000 abitanti circa, capitale del Mozambico con statuto di provincia, si è sviluppata a partire dal 1870 quando iniziò a formarsi un tessuto urbano basato su vie parallele unite da altre trasversali. Lo sviluppo dipese dal trasferimento della capitale da Ilha de Moçambique a Lourenço Marques (il nome originale della città) il cui porto assumeva sempre più importanza per la presenza del vicino Sudafrica. La massima crescita si ebbe dalla fine degli anni Trenta sino agli anni Sessanta con la realizzazione delle località industriali di Matola e Machava. Nel 1976, un anno dopo l’indipendenza, la città prese il nome dal fiume che passava vicino, il Maputo. Da allora la frase “Dal Rovuma al Maputo” ha assunto il significato di unità nazionale e di spazio geografico delimitato appunto dai due fiumi Rovuma e Maputo.
La città si divide in Città Alta e Città Bassa in cui si trova il centro. Maputo è un mosaico tra il vecchio colonialismo, lo sviluppo del primo mondo, la povertà del Terzo mondo e il nuovo potere africano. Banche, alberghi e centri commerciali dividono lo spazio urbano con case coloniali, bancherelle di artigianato e mercati rionali. In passato la città era considerata una delle più gradevoli capitali dell’Africa Australe a cui la mancanza di manutenzione delle strade e degli edifici ha fatto perdere negli anni l’antico fascino, pur se iniziano a vedersi i primi segni di ripristino architettonico.

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Vista aerea del centro

Nella Costa do Sol

La Casa di Ferro

La Chiesa del Polana

Il monumento ai Caduti

La stazione ferroviaria

L'interno della Fortezza

Esposizione di artigianato

La Cattedrale 


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