La Zambezia, con un'area di 103.127 km² ed una popolazione di 2.860.000 abitanti, è la seconda provincia del Mozambico sia per densità di abitanti che per estensione. L'etnia prevalente è quella chuabo pur se sono presenti molti macua e chissena. Questa provincia possiede grandi risorse economiche nel settore agricolo e minerario.
Diverse località offrono inoltre spiagge di sabbia finissima, non tutte conosciute per le difficoltà d'accesso. A pochi chilometri da Quelimane vi è la spiaggia di Zalala, che si raggiunge percorrendo 25 chilometri tra palme da cocco e piantagioni di ananas, mentre a Pebane e Maganja da Costa è possibile acquistare a prezzi irrisori aragoste e gamberi. Un centinaio di chilometri a sud di Quelimane il fiume Zambezi sparge le sue acque nell'Oceano Indiano in un vasto delta formato da canali orlati da papiri, palme e foreste di mangrovie mentre a nord, al confine con la provincia di Nampula, le piantagioni di té ricoprono le colline. E proprio attraverso questo fiume i portoghesi hanno intrapreso la colonizzazione di questo vasto territorio mentre nella valle dello Zambezi si sono diffusi i latifondi chiamati “prazos da coroa”. Verso il 1600 iniziavano infatti a giungere dal Portogallo i primi coloni che spesso convivevano con donne locali molte delle quali figlie di capi tribù. Tali unioni, nel tempo, potevano risultare negative per il governo portoghese il quale, a partire dalla seconda metà del secolo, decise che le terre occupate da portoghesi appartenevano al regno del Portogallo il quale poteva affittarle per un certo periodo di tempo (prazo) ma non oltre la terza generazione e solo a figure femminili. Nascevano così le famose Donas Zambezianas, importanti figure della storia locale. I prazos da coroa cessarono agli inizi del Novecento.