La firma dell’accordo di pace pone fine a quindici anni di guerra civile che ha causato quasi 800.000 vittime, 4 milioni di sfollati e migliaia d'infrastrutture sociali distrutte. Inizia il processo di ricostruzione sostenuto dalla comunità internazionale mentre milioni di sfollati rientrano alle località d'origine. La povertà assoluta sfiora il 70% ed il reddito pro capite non raggiunge i 100 dollari: il Mozambico è divenuto il paese più povero del mondo. Il nuovo clima instauratosi a seguito degli accordi di pace consente al Centro Cooperazione Sviluppo di intervenire più incisivamente nell’area dell’infanzia, della sanità e del reinsediamento degli sfollati nelle località d’origine.
Le adozioni a distanza, iniziate nel 1994 per garantire ai bambini sostenuti la continuità dell'aiuto, vengono successivamente estese agli alunni delle scuole situate in diverse località colpite dalla guerra per consentire la frequenza scolastica e divengono il perno delle attività del Centro Cooperazione Sviluppo, il quale assume ben presto un'identità propria, specializzandosi nell'assistenza e nella promozione della condizione minorile in Mozambico.
Clicca sulle immagini per ingrandirle
Sofala, 1993
Con la fine della guerra civile diviene possibile raggiungere località prima inaccessibili.
Sofala, 1993
I bambini posano sui resti di un carro armato. Inizia la ricostruzione del paese.
Mozambico, 1993
Si festeggia il primo anno di pace mentre inizia il censimento della popolazione per il voto.
Quelimane, 1993
A dicembre viene inaugurato il Centro polifunzionale finanziato dall'Unione Europea.
Mozambico, 1994
Si svolgono le prime elezioni del Mozambico indipendente. Il Frelimo ottiene maggioranza.
Quelimane, 1994
Iniziano le adozioni a distanza per i bambini del Villaggio della Pace.
Beira, 1995 Viene posta la prima pietra per la realizzare il Villaggio dei Santi Innocenti.
Quelimane, 1995
Inizia il sostegno ai bambini accolti nella Casa della Speranza di Quelimane.
Maputo, 1996
I bambini del quartiere di Mahotas entrano nel programma di adozione a distanza.
Maputo, 1996 Anche le bambine orfane della Casa Madre Maria Clara di Maputo hanno un sostenitore italiano.
Buzi, 1997 Il sostegno a distanza si estende anche ai villaggi colpiti dalla guerra come a Buzi, in Provincia di Sofala.
Beira, 1997
Viene inaugurato il Centro dei Santi Innocenti di Beira. Per centinaia di bambini il futuro sarà diverso.