E qui ho iniziato, lentamente, faticosamente ma con entusiasmo, la mia esperienza in Mozambico per conoscere, capire e valutare ciò che poteva essere realizzato e stringere relazioni indispensabili per raggiungere gli obiettivi che mi ero proposto.
Mi sentivo come una pallina da ping pong tra Italia e Mozambico: da una parte incontravo missionari e funzionari, visitavo centri di accoglimento per bambini orfani e comunità, dall’altra ero impegnato a rafforzare l’associazione che avevo creato, a cercare risorse economiche e opportunità d’azione.
Ed ecco che, dopo fatiche, delusioni e difficoltà, il sogno si è trasformato in realtà. Sono sorte scuole e centri di alimentazione per bambini denutriti, sono state realizzate azioni di aiuto per gli sfollati ed interventi di sostegno alle comunità locali, si sono costruiti pozzi mentre migliaia di alunni hanno potuto accedere alla scuola.
Tutto questo grazie soprattutto a coloro che, in tutti questi anni, con la loro solidarietà, la loro fiducia ed i loro consigli, hanno contribuito ad offrire a migliaia di bambini gli strumenti per partecipare un giorno allo sviluppo del loro Paese.
Da parte mia, il viaggio che ho iniziato molto anni fa insieme ai bambini mozambicani, continua.