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2003
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Una giornata speciale - Ottobre
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Nel cortile della scuola primaria di Boane, Mariana prende la busta che la nostra animatrice le porge e la rigira tra le mani, soffermandosi a leggere il suo nome.
È la prima volta in vita sua che riceve della corrispondenza, e quando finalmente apre la busta, fissa meravigliata la cartolina illustrata che il suo sostenitore le ha inviato e che mostrerà con orgoglio alle amiche.
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Anche Nelson ha ricevuto un dono inaspettato dall’Italia: un pallone che mostra orgoglioso agli amici e con cui ora potrà giocare, dimenticando l’involto di stracci tenuto assieme con lo spago che i bambini africani usano per sopperire alla mancanza di una palla.
Poco più in là, Leonora stringe con una mano lo zaino che contiene tutto ciò che gli servirà a scuola nei prossimi mesi e con l’altra regge l'involucro che contiene del sapone, del dentifricio, uno spazzolino per i denti, una lampada a petrolio e una coperta, così utile ora che la stagione delle piogge è alle porte.
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Oggi, per gli alunni della scuola di Boane, è una giornata speciale. È il giorno della distribuzione del materiale scolastico, come avviene due volte all’anno in tutte le scuole sostenute dal Centro Cooperazione Sviluppo. Al materiale scolastico abbiniamo anche beni di volta in volta diversi, come coperte, prodotti per l’igiene personale o materiale d’utilità per le famiglie.
Sin dal primo mattino insegnanti e animatori hanno predisposto le aule, distribuito i fogli per scrivere, le penne e le matite colorate per gli alunni più piccoli. Più tardi siamo giunti noi con il materiale da distribuire che consegnavamo man mano che gli alunni terminavano la letterina o il disegno.
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Sono migliaia le famiglie italiane che, con l’adozione a distanza, sono entrate in contatto con la realtà di un mondo lontano, non solo per i chilometri, ma anche per la diversità culturale.
Questa forma di solidarietà, oltre ad essere un aiuto nei confronti di chi vive in condizioni di povertà, apre concrete prospettive di cambiamento per chi vive al nord del mondo, perché rappresenta un percorso di crescita che aiuta ad eliminare pregiudizi, a valorizzare la diversità dell’altro e contribuisce ad accogliere chi proviene da paesi diversi.
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Nel piazzale della scuola, poche ore prima affollato da centinaia di alunni e familiari in attesa di essere chiamati, non è rimasto nessuno.
Nell’aula scolastica i collaboratori del Centro Cooperazione Sviluppo e gli insegnanti riordinano il materiale avanzato e lo ripongono in un armadio. Gli alunni che non si sono presentati oggi a scuola, lo riceveranno domani o nei prossimi giorni.
Prima di iniziare il viaggio di ritorno, mentre ci riposiamo per riprenderci dal caldo, dallo strillare dei bambini e dal vociare degli adulti, posiamo per una foto ricordo. Domani si continuerà in un’altra scuola come abbiamo fatto ieri, come faremo nei prossimi giorni e come stiamo facendo da anni.
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Milleduecento chilometri più a nord, in questo stesso momento, anche la squadra del CCS di Beira avrà probabilmente terminato la distribuzione e starà tornando alla base.
Per loro l’impegno è più pesante: oltre 6.000 alunni sparsi in 24 località, mentre qui al sud gli alunni sono quasi 4.000 divisi in 17 località, alcune delle quali si raggiungono più comodamente con la barca.
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Un’attività organizzativa non indifferente tra fotografie, lettere da inviare, corrispondenza da consegnare, liste da aggiornare, materiale da acquistare…
Un’attività che coinvolge, tra staff, collaboratori e animatori, oltre un centinaio di persone che, nonostante i disagi e le difficoltà, hanno contribuito a far diventare il Centro Cooperazione Sviluppo un’affermata realtà di solidarietà e di speranza per migliaia di bambini mozambicani.
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