2001 - Una scuola vera - Veziano Armandi
 

2001

Una scuola vera - Agosto

2003_Acqua_Vita.JPG

 

Sono le sei del mattino. Selina si è svegliata, è andata al pozzo a prelevare una tanica d’acqua, ha lavato il fratellino più piccolo e si è preparata per andare a scuola. Ma questa mattina è diverso: questa mattina Selina entrerà in un’aula e si siederà finalmente in un banco.
Per lei e per tutti i suoi compagni, le lezioni all’aperto interrotte dalla pioggia o dal vento saranno solo un brutto e lontano ricordo.

Anche gli insegnanti, da questa mattina, non saranno più costretti a stare in piedi accanto alla tavola di legno dipinta di nero appoggiata al tronco dell’albero, ma avranno una vera lavagna e potranno finalmente sedersi dietro una cattedra e tutti, piccoli e grandi, quando avranno necessità di andare al bagno, non dovranno più “arrangiarsi” perché ora potranno utilizzare dei veri servizi igienici.
Finalmente da oggi, i 640 alunni della scuola primaria del quartiere T3 di Maputo, studiano in una scuola vera.
2001_bv.jpg

 

Lo scorso anno, quando avevo visitato per la prima volta questa scuola, ero rimasto colpito nel vedere centinaia di bambini seduti per terra in un grande spiazzo polveroso, scrivere con il quaderno appoggiato alle ginocchia mentre, a pochi chilometri, il centro della città esibiva alberghi e ristoranti di lusso, vetrine scintillanti e centri commerciali.

Mi chiedevo che effetto potesse fare su di loro questo contrasto stridente. Poche settimane più tardi, quegli alunni entravano nel programma di adozioni a distanza e, grazie ai contributi dei sostenitori, negli scorsi mesi iniziava la costruzione dei due grandi edifici scolastici che oggi inauguriamo.
2001_bc.JPG

 

L’inaugurazione si svolge secondo il programma consueto: discorso del direttore della scuola, del Direttore Distrettuale e del Governatore, a cui segue un nostro intervento e quello di un alunno che legge il messaggio di ringraziamento rivolto ai sostenitori italiani.
È presente tutto il nostro staff di Maputo, il nostro coordinatore di Beira, Jacques Balme, ed Enrico Ruttico che, anche questa volta, ha realizzato i due edifici con costi inferiori di un terzo rispetto a quelli di un’impresa.

Ai discorsi segue il taglio del nastro e la visita alle aule. Certamente il numero degli alunni aumenterà: l'esperienza ha insegnato che la costruzione di una scuola “vera” favorisce un aumento del numero degli alunni, attirati dalle migliori condizioni di studio. 
2001_Unascuolavera_1.jpg

 

La cerimonia è terminata.
Nell'andarmene, passo davanti alle tettoie di canne sotto cui, sino a pochi giorni fa, erano seduti gli alunni e penso a Selina e ai suoi compagni: certamente non avrebbero mai immaginato di concludere un giorno la scuola seduti in un banco.