2001 - Un altro passo verso lo sviluppo - Veziano Armandi
 

2001

Un altro passo verso lo sviluppo - Settembre

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La visita era stata annunciata il giorno prima da una telefonata. Il segretario della Direzione Educativa aveva chiamato per avvertire che alcuni funzionari del ministero dell’Istruzione, giunti dalla capitale, avrebbero visitato le scuole primarie “Unidade” e “Aeroporto” alla periferia di Beira, che da pochi giorni avevamo terminato di ristrutturare, e chiedevano la nostra presenza.

L’appuntamento è fissato per le nove del mattino nella sede della Direzione Provinciale dell’Educazione. Le due scuole sono entrambe vicine e si raggiungono in poco tempo. La scuola primaria Unidade è la prima che visitiamo: si tratta di un edificio costruito all'inizio degli anni Quaranta e adibito a collegio per i figli dei coloni.
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Dopo l'indipendenza è divenuto la scuola primaria “Unidade” per sottolineare, in quel particolare momento storico, la raggiunta unità nazionale. Nel corso degli anni l’edificio non aveva beneficiato di alcun intervento di manutenzione e si era lentamente degradato. Il drenaggio delle acque non funzionava e le vaste pozzanghere che ristagnavano nel cortile erano focolai di malaria, i servizi igienici erano fuori uso e le aule sovraffollate.

Avevamo iniziato a sostenere questa scuola nello scorso anno distribuendo agli alunni, oltre al materiale scolastico, indumenti, coperte e altri oggetti d’utilità per le loro famiglie. All'inizio di quest'anno, nell'incontro con le autorità scolastiche per definire le attività da svolgere, ne era stata decisa la ristrutturazione.
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Ai funzionari del ministero mostriamo quanto abbiamo realizzato: è stato sistemato il tetto in alcuni punti in cui mancavano le tegole; sono stati rifatti totalmente i servizi igienici e le canalette di deflusso dell'acqua; è stato ripristinato l'impianto d’illuminazione e sono state costruite, in fondo all'ampio cortile, quattro nuove aule che consentiranno di incrementare il numero degli alunni; tutte le aule sono state dotate di banchi e cattedre, prima inesistenti, e tutto l'edificio è stato ridipinto internamente ed esternamente.
I miei accompagnatori non sono molto loquaci, ma intuisco la loro soddisfazione.
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È la volta della seconda scuola, poco lontana dalla precedente, e il cui nome non richiama ricorrenze particolari, ma semplicemente si riferisce al quartiere in cui si trova: Aeroporto. Anche qui stiamo sostenendo gli alunni che la frequentano e anche qui la ristrutturazione era stata decisa nel periodico incontro con la Direzione Educativa.

La storia di questa scuola però non si rifà al tempo coloniale: è un edificio nato con un’altra funzione e trasformato in scuola da una decina d'anni. Necessitava ormai di alcuni lavori: il tetto era pericolante, i muri presentavano pericolose incrinature e gli alunni seguivano le lezioni seduti sul pavimento.
Anche questo edificio è stato ridipinto, le aule sistemate e dotate di nuovi banchi, mentre nel cortile è stato costruito un pozzo utilizzato da alunni e insegnanti.
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I funzionari del ministero si attardano attorno all'edificio e sembrano compiaciuti.
Lo siamo anche noi: quest'anno sono state molte le scuole costruite o ristrutturate, ed altre ne sono previste il prossimo anno. Non è stato un compito facile coordinare tutte le attività: la costruzione delle scuole, la distribuzione del materiale scolastico, le fotografie dei bambini adottati a distanza, le lettere da inviare ai sostenitori.
Ma, nonostante problemi e difficoltà, siamo riusciti a far compiere a questo Paese un altro piccolo passo avanti nella difficile e lunga via dello sviluppo.