2000 - Ritorno a scuola - Veziano Armandi
 

2000

Ritorno a scuola - Settembre

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Lo scorrere lento e tranquillo dell’acqua nella calma del mattino è interrotto dal motore del battello che, partito da Beira all’alba, ha attraversato l’ampia baia e ha iniziato lentamente a risalire il fiume, in questo tratto abitato solo da qualche coccodrillo che il rumore del motore fa fuggire lontano.

Quasi non ci si muove tra la mercanzia posata dappertutto: sacchi di riso, bibite, vestiti usati e generi alimentari che saranno venduti nei piccoli mercatini di Búzi, dove sono diretto. È la tarda mattinata quando scendo dal battello e salgo la scala che conduce al pontile, trovandomi subito nella via principale della cittadina.

Dopo le inondazioni di febbraio la vita è ripresa, i segni dei danni sono quasi del tutto scomparsi e sono ritornati anche coloro che si trovavano nel centro di accoglienza di Guara Guara. L’alluvione ha distrutto oltre un migliaio di abitazioni e ha danneggiato oltre la metà delle scuole del distretto, tra cui la scuola 25 de Setembro che stiamo sostenendo, ma fortunatamente non vi sono state vittime.
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Dopo la visita del marzo scorso, siamo intervenuti subito per non rischiare di far perdere l’anno scolastico, appena iniziato, a migliaia di bambini.
Le lezioni dovevano riprendere subito, senza attendere la ricostruzione delle scuole: sotto un albero, sotto una tenda, in qualunque spazio disponibile, e condizione indispensabile era la distribuzione del materiale scolastico, che molti avevano perduto assieme a tutto il resto.

L’ondata di piena è arrivata di notte e la gente è fuggita portando con sé solo ciò che aveva addosso. Con la generosità dei nostri sostenitori abbiamo non solo acquistato il materiale scolastico, distribuito in aprile a migliaia di alunni, ma siamo riusciti anche a ricostruire la scuola 25 de Setembro che mi sto recando a visitare: il tetto rifatto, le pareti rinforzate e gli infissi nuovi ne hanno rinnovata la struttura, mentre internamente è stata dotata di nuovi arredi in sostituzione di quelli distrutti dall’alluvione.
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L’appello rivolto ai sostenitori ha prodotto anche altri benefici: la solidarietà dei lavoratori portuali genovesi ha portato il dono di un container di riso distribuito, tramite la Diocesi di Beira, alle famiglie più colpite dalla catastrofe, e la complicata documentazione che ho dovuto produrre per l’esonero dei diritti doganali è stata ricompensata dalla gratitudine di coloro che, oltre al riso, hanno ricevuto anche una zappa e dei semi per agevolare la ripresa dell’agricoltura familiare.

Ma non è tutto: una parte delle offerte sono state impiegate per dotare di nuovi banchi anche la scuola primaria 3 de Fevereiro che, nei giorni successivi all’alluvione, ha ospitato per settimane decine di famiglie.
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L’emergenza è terminata e la vita sta riprendendo il suo corso. Ancora una volta il Centro Cooperazione Sviluppo è intervenuto dando il proprio contributo, ma il merito più grande l’hanno avuto i nostri sostenitori.
La loro generosità ha significato il ritorno alla normalità per migliaia di alunni e ha sottolineato un valore fondamentale: quello della solidarietà.