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1999
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Una sfida che continua - Agosto
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Il mulino è quasi terminato. Manca solo qualche collegamento elettrico e poi potrà iniziare a funzionare. È una piccola costruzione situata vicino alla falegnameria e che servirà non solo per produrre farina per il panificio del Centro dei Santi Innocenti, ma anche per macinare il mais per gli abitanti del quartiere, e il modesto contributo chiesto sosterrà le spese di gestione.
Pur se alcuni costi sono coperti con le adozioni a distanza, come l’alimentazione e il materiale scolastico dei bambini ospitati, vi sono altri costi non meno importanti a cui provvedere: le visite mediche, il personale, la manutenzione e gli imprevisti.
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In questo momento i bambini ospitati sono 140 e non è possibile accettarne altri, pur se ve ne sarebbe necessità.
Quasi ogni giorno dalle parrocchie della città giungono segnalazioni di bambini rimasti soli e costretti a vivere in situazioni di estrema povertà. Sono gli orfani dell’Aids, il flagello che assieme alla fame, al colera e alla malaria, sta falcidiando la popolazione di un paese che ha un reddito tra i più bassi del mondo e un indice di povertà che sfiora il 70 per cento.
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I dati del Ministero della Sanità mozambicano indicano in oltre 180 mila i bambini orfani.
Una cifra destinata a crescere e una nuova sfida che noi del Centro Cooperazione Sviluppo dovremo affrontare nei prossimi anni, come sino ad oggi abbiamo affrontato i cambiamenti avvenuti, modellando i nostri interventi nel contesto sociale ed economico mozambicano ma sempre con uno stesso obiettivo: il benessere dei bambini e lo sviluppo delle loro comunità.
I nostri primi interventi si sono svolti in un contesto caratterizzato dalla guerra civile e orientato al supporto di iniziative condotte da missionari; più tardi, con la fine del conflitto, abbiamo contribuito alla fase d’emergenza accompagnando il reinserimento dei rifugiati, e a quella di ricostruzione collaborando nella riabilitazione di alcuni centri sanitari ma, soprattutto, sostenendo, tramite i programmi di adozione a distanza, il settore dell’istruzione.
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E oggi, ancora una volta, abbiamo risposto ad una nuova sfida realizzando un centro di supporto nutrizionale per gli orfani dell’Aids: una costruzione semplice, dove centinaia di bambini ricevono un piatto di riso con carne o legumi e un succo di frutta. Una dieta calcolata per apportare le calorie necessarie a combattere la malnutrizione, tenendo anche conto che per molti di loro questo è l’unico pasto della giornata.
Con questo secondo centro nutrizionale, che segue quello realizzato all’interno del centro sanitario di Chingussura, salgono ad oltre quattrocento i bambini di questo quartiere a cui garantiamo il cibo.
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Ripercorro con la memoria i momenti più significativi che hanno portato alla realizzazione del Centro dei Santi Innocenti. Anni d’impegno, fatiche e problemi: la difficoltà a trovare i materiali da costruzione, la piaga dei furti, l’esigenza di terminare entro i termini stabiliti che mal si concilia con la realtà locale, le difficoltà burocratiche, il ciclone che, poco prima dell’inaugurazione, aveva scoperchiato i tetti...
Ma, nonostante difficoltà e sacrifici, siamo riusciti a realizzare questo grande intervento: CCS e Sorelle dei Poveri si sono uniti in un progetto che si è proposto, sin dall'inizio, di garantire le basi educative ai bambini e ai giovani qui accolti, alcuni dei quali stanno ormai raggiungendo la maggiore età. Sono i bambini di ieri, la generazione cresciuta con la guerra, a cui abbiamo offerto le basi per affrontare il futuro, così come oggi siamo impegnanti a garantire un avvenire ai bambini che l'Aids rende orfani.
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Una sfida che noi del Centro Cooperazione Sviluppo continuiamo ad affrontare con la stessa determinazione e lo stesso obiettivo di sempre: offrire un domani ai bambini e ai giovani nel loro Paese, per evitare la fuga verso mondi illusori
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