1998 - Leontina ha incontrato la sua mamma - Veziano Armandi
 

1998

Leontina ha incontrato la sua mamma - Agosto

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All’aeroporto di Maputo il volo è atterrato in orario e i passeggeri stanno uscendo dall’aerostazione. Sono in attesa di Ivana Comoli, l’inviata di Donna Moderna, giunta qui per realizzare un servizio giornalistico sulle adozioni a distanza, assieme ad un’amica, Cristina, e a due sostenitori, Luca e Carmen, selezionati casualmente tra coloro che hanno un bambino sostenuto attraverso il Centro Cooperazione Sviluppo.

Avevo incontrato Ivana, Luca e Carmen lo scorso mese in Italia per definire la data della visita e oggi sono finalmente qui davanti a me, lieti dell’esperienza che vivranno e emozionati al pensiero di incontrare Leontina, la bambina che hanno adottato a distanza.
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Il giorno successivo, accompagnati da Joana, l’animatrice di Kulima, l’associazione con la quale stiamo collaborando, ci rechiamo a casa di Leontina nel quartiere Polana, dove ci attende l’intera famiglia: il padre, la madre e i due fratellini.

La casa è una semplice costruzione composta da due stanze con i muri di mattoni, il tetto di lamiera e un piccolo cortile delimitato da una bassa siepe d’arbusti. Vi sono lunghi momenti di commozione e di gioia, tra abbracci e fotografie, mentre Leontina, prima intimidita nel vedere tanti estranei, finalmente sorride nel ricevere i doni che Luca e Carmen le consegnano.
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Lasciata la famiglia di Leontina, ci inoltriamo tra le strette vie del quartiere per far visita ad alcuni dei bambini inseriti nel programma di sostegno, tra l’emozione e il turbamento dei miei ospiti, precipitati da un giorno all’altro in una realtà di cui non immaginavano l’esistenza.
Spiego loro che il programma che stiamo realizzando in questo quartiere prevede il supporto scolastico, alimentare e sanitario per i bambini; corsi di formazione per i giovani e incontri di sensibilizzazione per gli adulti su regole igieniche e alimentari.

Mentre percorriamo le strette stradine tra una casa e l’altra, qualche bambino ci segue da vicino incuriosito: non capita tutti i giorni di vedere così tanti bianchi passeggiare nel quartiere!
Ma poco dopo i bambini diventano un corteo e quando ci vedono scattare delle fotografie fanno tutto il possibile per farsi ritrarre, sorridenti e felici, a dispetto della povertà in cui vivono.

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Il giorno seguente partiamo per Beira fermandoci a visitare Inhambane, una bella e tranquilla cittadina in riva all’oceano. A Beira ci rechiamo in tutti i centri e le scuole che stiamo sostenendo.

A Tica le donne di Nhatua Za Mala, l’associazione con cui collaboriamo dallo scorso anno, ci ricevono con danze e canti mentre i bambini, anche qui intimiditi nel vedere tanti europei, rimangono in disparte a osservarci.

A Búzi gli alunni della scuola primaria 24 de Julho ci accolgono con una rappresentazione teatrale, facendo poi a gara per farsi fotografare.


Non vi è il tempo per recarsi a Quelimane in visita agli altri centri di sostegno: i miei ospiti devono rientrare in Italia, ma sono certo che Ivana, Cristina, Carmen e Luca non dimenticheranno i giorni trascorsi in Mozambico, l’ospitalità di questo popolo e l’allegria dei bambini.
Hanno vissuto un’esperienza che non solo ha fatto loro conoscere una realtà e una cultura diversa, ma ha probabilmente cambiato anche la loro percezione del mondo.
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È uscito l’articolo di Ivana Comoli su Donna Moderna "Leontina ha incontrato la sua mamma" e, grazie a questo articolo, sono stati centinaia i bambini che hanno trovato qualcuno che li accompagnerà per un tratto del loro difficile cammino.