1997 - Kulima - Veziano Armandi
 

1997

Kulima - Novembre

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Ho incontrato Domenico Liuzzi, il fondatore di Kulima, una tra le più importanti organizzazioni mozambicane di solidarietà, per uno scambio di esperienze e per valutare la possibilità di una collaborazione tra la sua associazione e il Centro Cooperazione Sviluppo.

Kulima significa “lavorare la terra” e il termine rispecchia in pieno il tipo di attività svolto a favore delle comunità locali. « Ho fondato Kulima nel 1987 - mi spiega Domenico - per sostenere lo sviluppo delle fasce più deboli della popolazione. Da allora abbiamo realizzato centinaia di interventi nel settore agricolo. In molti distretti abbiamo istituito le Case della Comunità che, oltre a vendere sementi, attrezzi agricoli e prodotti alimentari, sono anche luoghi d’incontro, di discussione e di confronto tra gli abitanti della zona, veri e propri centri di sviluppo locale. »
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Kulima collabora con l’Unione Europea e altre agenzie internazionali non solo in interventi rurali, ma anche in programmi a favore dei minori, come il Progetto Ntwanano che si svolge nel quartiere di Polana, uno dei più degradati di Maputo.

Il termine Ntwanano, che significa comprensione, è stato scelto per indicare che la fine della povertà può avvenire solo attraverso una maggior comprensione della realtà circostante.
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Nella sede del Progetto Ntwanano incontro Joana, la coordinatrice, che me ne spiega la metodologia. « Studiamo l’area in cui prevediamo di intervenire e parliamo con gli abitanti, valutando i problemi e le carenze esistenti. Quindi visitiamo le famiglie per censire i bambini orfani o in condizione di vulnerabilità. Quelli che entrano nel programma di sostegno ricevono assistenza scolastica e sanitaria, a seconda delle situazioni. Ogni bambino è seguito da un nostro operatore che accompagna e verifica la sua evoluzione. »

I bambini oggi sostenuti sono oltre un centinaio e tutti appartenenti a famiglie molto povere. Ricevono assistenza medica, supporto scolastico, integrazione alimentare, sono seguiti nel doposcuola e nelle attività ricreative.
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Nella sede del Progetto Ntwanano gli animatori di Kulima hanno organizzato un incontro su argomenti di interesse comune che riguardano salute e igiene. Oggi si parla della necessità di fare bollire l’acqua prima di utilizzarla e si danno consigli per la conservazione dei cibi.

Intervengo spiegando i benefici che apporterà il programma di adozioni a distanza che tra breve inizieremo assieme a Kulima e attraverso il quale potremo garantire, ai bambini del quartiere, istruzione, assistenza sanitaria e nutrizione.
Spiego anche che realizzare queste attività spetterà a loro, mentre a noi e a chi sosterrà queste iniziative, spetterà il compito di non abbandonarli nelle prevedibili difficoltà.