1995 - Un altro sogno si avvera - Veziano Armandi
 

1995

Un altro sogno si avvera - Aprile

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È giunto il finanziamento per la realizzazione del Centro dei Santi Innocenti: questo è il nome che suor Delfina e fra' Julio hanno deciso di dare a questa importante opera, la prima del genere in tutta la provincia di Sofala.
È trascorso oltre un anno tra la presentazione del progetto e la sua approvazione e ora sono finalmente iniziate le attività preliminari: la pulizia del terreno, la richiesta della licenza edilizia e tutte le operazioni necessarie per dare il via a questa iniziativa che ho deciso di seguire da vicino. L’impegno non è da poco: occorre costruire l’edificio amministrativo, i dormitori, il refettorio, la scuola primaria, quella professionale e il magazzino.
Una sfida nata dalla volontà di garantire cibo, istruzione, sicurezza e affetto a dei bambini a cui la guerra ha tolto le famiglie.
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Nella maggior parte dei paesi africani la famiglia allargata, il pilastro dell’organizzazione sociale, ha sempre avuto la funzione di proteggere l’infanzia: in mancanza dei genitori i bambini erano affidati alle cure dei membri più anziani del nucleo familiare.

Purtroppo in Mozambico la guerra ha frantumato l’istituzione della famiglia allargata, a causa della scomparsa dei suoi componenti e delle difficoltà ad ospitare i numerosi orfani di cui deve farsi carico.
L’antica solidarietà non funziona più e cresce il numero dei minori senza legami sociali e senza protezione economica. Condannati a vivere in una situazione di emarginazione, il loro reinserimento nella comunità non sarà semplice. Molti, rapiti o fuggiti durante le incursioni, gli incendi e i saccheggi, non ricordano il nome dei genitori o quello del villaggio in cui vivevano.

Per facilitare la ricerca delle loro famiglie, Unicef e Croce Rossa hanno creato in ogni sede amministrativa dei punti di raccolta dei dati e delle fotografie di bambini privi di parenti, con l’indicazione delle persone di riferimento da contattare.
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Abbiamo elaborato questo progetto con una duplice finalità: garantire cibo, istruzione e supporto sanitario ai minori che saranno accolti nel Centro e offrire la possibilità ai giovani del quartiere di divenire carpentieri, falegnami e muratori: tutte professioni necessarie in Mozambico nei prossimi anni.

In questo periodo siamo impegnati a sviluppare un piano di redditività per assicurare l’autosufficienza finanziaria di questo complesso che, oltre ai costi di manutenzione e quelli del personale che vi lavorerà, dovrà affrontare anche le necessità quotidiane dei piccoli ospiti. Ho riflettuto a lungo sulle adozioni a distanza e ritengo che questa forma di sostegno sia in grado di risolvere la questione della continuità dell’aiuto.
A differenza, infatti, di iniziative che richiedono il solo raggiungimento di un obiettivo economico, l'esigenza di continuare il sostegno nel tempo, come nel caso delle scuole o dei centri di accoglimento per bambini, richiede un apporto regolare di risorse che le piccole organizzazioni spesso non sono in grado di garantire.

Ecco allora che le adozioni a distanza vengono incontro a questa necessità: i contributi periodici e regolari dei sostenitori assicurano, almeno in parte, i costi dell’alimentazione, dell’istruzione o dell’assistenza medica.
Dopo il Villaggio della Pace, la Casa della Speranza e il centro nutrizionale di Chingussura, ci affideremo alle adozioni a distanza anche per sostenere i bambini del Centro dei Santi Innocenti.